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L'ADOZIONE INTERNAZIONALE CON I “FIGLI DELLA LUCE” PAGINA INFORMATIVA AL MOMENTO ATTUALE LE ADOZIONI IN RDC SONO BLOCCATE E L'ENTE NON HA ADOZIONI IN CORSO L'ASSOCIAZIONE “FIGLI DELLA LUCE” L'Associazione, nata col patrocinio dell'Ufficio Problemi sociali e del lavoro e della Caritas della Diocesi di Oria (BR) per volontà dell'allora Vescovo, S.E. mons. Marcello Semeraro, oggi Cardinale e Prefetto della Congregazione per le cause dei Santi" viene costituita il 24 maggio 2004 . E' iscritta al Registro Generale delle Organizzazioni di Volontariato della Puglia. Il 22 novembre 2005 dalla Presidenza Consiglio dei Ministri, Commissione per le Adozioni Internazionali, viene dichiarata Ente autorizzato all’attività nelle procedure di adozione internazionale ai sensi della legge 31 dicembre 1998 n° 476 per la Puglia in ambito nazionale e all’estero nella Repubblica Democratica del Congo. L'Associazione è formata da un gruppo di volontari che, hanno preso a cuore la Repubblica Democratica del Congo, questo pezzo di mondo dove si consuma una delle più gravi crisi umanitarie. Essi, senza scopo di lucro, offrono il loro tempo e le loro specifiche competenze: sono avvocati, commercialisti, medici, psicologi, assistenti sociali, insegnanti, carabinieri, sacerdoti, religiose …Con l'aiuto di numerosi benefattori, l'Ente non intende operare solo a livello di adozioni internazionali, ma si adopera in vari modi per sostenere e migliorare le condizioni di vita dei minori ospitati in vari istituti Ha persino costruito nella capitale Kinshasa un orfanotrofio, dotato di servizi inusuali in RDC (servizi igienici, acqua corrente, dormitori, refettorio...), che può accogliere fino a cento minori, togliendoli dalla strada e provvedendo al loro sostentamento. SEDE L'Associazione ha un'unica sede: la stessa dal 2004, cioè dal momento della costituzione dell'Ente, dove ha ricevuto accoglienza dalla comunità delle Suore Stimmatine e dall' Ordine dei Frati Minori Cappuccini. Si trova a Francavilla Fontana (BR), in via San Francesco 221. Da qualche tempo si è deciso il trasferimento della sede a Sandonaci, (a soli 30 chilometri da Francavilla) presso l'Istituto Santa Maria degli Angeli delle suore Stimmatine, in via don Vicenzo Lombardo, dove saremo ospitati gratuitamente e avremo a disposizione ampi e ariosi ambienti idonei ad incontri con le coppie e le famiglie. Lì si stanno già predisponendo locali e arredi, quindi si provvederà al trasferimento dei vari materiali dalla sede di Francavilla. Per problemi logistici, al momento, l'apertura della sede di Francavilla è subordinata ad accordi telefonici, tenendo presente anche lo stato di fermo delle adozioni in Congo. Il trasferimento della sede verrà comunicato tempestivamente, insieme ai giorni e agli orari di ricevimento. AMBITO TERRITORIALE Per una precisa scelta, onde mantenere il carattere di volontarietà e di contenimento delle spese, per mantenere bassi i costi dell'adozione (con l'intento di dare la possibilità di un'adozione internazionale anche a chi non ha molte risorse economiche) si è scelto di operare esclusivamente in Puglia, dove c'erano e ci sono le condizioni migliori, rispondenti a questi obiettivi propri dell'Associazione (si usufruisce di una sede messa a disposizione gratuitamente e di professionisti volontari, sensibili al problema dei minori e legati al Congo, che operano generosamente senza nulla ricevere). Anche nelle sedi all'estero L'Ente è ospitato gratuitamente e si avvale delle prestazioni gratuite di operatori volontari. Eventuali richieste di adozione provenienti da fuori regione vengono valutate dalla CAI, che, in caso positivo, concede una deroga. ITER LEGISLATIVO ADOTTIVO PER IL CONGO Ci si riferisce al passato. Prima del blocco, l'adozione era consentita ai coniugi solo dopo cinque anni di matrimonio; ultimamente veniva richiesta una documentazione attestante che essi avevano un reddito sufficiente per il mantenimento del minore. Non era richiesta la presenza dei genitori durante la fase processuale, mentre si richiedeva che essi si recassero in RDC dopo l'autorizzazione all'ingresso e alla residenza in Italia del minore,( rilasciata dalla CAI) per incontrare il figlio prima della partenza per l'Italia. La permanenza nel Paese durava circa venti giorni o anche di più, il tempo necessario per espletare le varie procedure. Al momento non sappiamo se e come questo iter verrà modificato. CARATTERISTICHE DEI MINORI I minori sono ritenuti adottabili solo se orfani o in stato di abbandono. Questo veniva accertato dopo un processo d'indagine sociale (attestante l'infruttuosità delle ricerche fatte per trovare i genitori o gli eventuali parenti), un processo di constatazione di abbandono in tribunale, la nomina di una tutrice e una sentenza suppletiva all'atto di nascita, (per attribuire loro le generalità), quindi si arrivava al processo di adozione. Solitamente i minori sono ospitati presso strutture religiose, ma la povertà estrema del Paese rende difficile il loro sostentamento, le cure sanitarie, la frequenza scolastica (la scuola è a pagamento) e via dicendo... A livello nazionale quasi la metà dei bambini sotto i cinque anni soffre di malnutrizione cronica con conseguenze sullo sviluppo fisico e cognitivo. In età prescolare, infatti, muore un bambino su cinque. L'età dei minori adottabili varia. Finora erano le più diverse: da un anno fino a minori più grandicelli. Al momento non si può prevedere, se verranno riprese le adozioni., quali saranno le caratteristiche dei minori adottabili e quali le procedure adottive. INCONTRI FORMATIVI -ITER ADOTTIVO a) PRIMA DEL CONFERIMENTO DELL'INCARICO Si tiene una serie di incontri individuali e di gruppo con gli aspiranti genitori adottivi. Tali incontri hanno un triplice scopo: da una parte la conoscenza della coppia, dall'altra la conoscenza del Paese e delle varie problematiche ad esso relative e una guida sulla via dell'adozione. - Per la conoscenza degli aspiranti genitori si parte dalla relazione psico-sociale emessa dal tribunale per i minori. Si vogliono approfondire le motivazioni reali e profonde della coppia, le loro aspettative e far emergere eventuali problematiche. - Da parte dell'Ente si sente la necessità di far conoscere il Paese nei vari aspetti, dalle problematiche giuridiche, alle difficoltà psicologiche e socio-culturali legate al percorso adottivo in un paese difficile come la RDC. Qui i bambini sono orfani o o abbandonati e quindi vulnerabili, avendo subito una perdita o il trauma dell'abbandono. Essi, come già detto, sono accolti in istituti religiosi, (che non hanno mezzi economici sufficienti per il loro mantenimento) e quindi vivono in una situazione precaria: affrontano malnutrizione e denutrizione, carenze igieniche, sanitarie, scolastiche, oltre ai problemi di varia natura legati alla permanenza in istituto. Durante gli incontri con i vari operatori si mostrano alle coppie foto e filmati, si distribuiscono opuscoli; ci si avvale anche della testimonianza dei genitori che hanno già adottato in RDC e raccontano le loro esperienze. Si descrive la procedura adottiva, il viaggio, la necessità della permanenza in Congo, sottolineando anche le incognite che il Paese può riservare. Tutto deve essere chiaro, non viene eluso o nascosto alcunché: è un “mettere alla prova” i genitori, perché non si trovino di fronte a difficoltà per le quali non erano preparati. Non ci interessa un gran numero di coppie adottive, ma vogliamo solo i genitori decisi e consapevoli, con un grande cuore. Abbiamo avuto anche coppie che si sono tirate indietro, non sentendosi preparate ad affrontare le difficoltà prospettate. - Si prendono in esame, come già detto, i problemi legati all'adozione: dalle difficoltà emotive e psicologiche, ai problemi di inserimento, alle ripercussioni delle esperienze pregresse sulla vita e sul comportamento del bambino... I vari temi verranno ripresi e approfonditi nei colloqui successivi al conferimento d'incarico. b) DOPO IL CONFERIMENTO DELL' INCARICO Esauriti gli incontri preparatori, la coppia può procedere al conferimento d''incarico. Questo viene conferito per iscritto, con raccomandata AR ( perché ci sia la certezza della data), allegando tutti i documenti richiesti dall'Associazione. Da quel momento inizia l'attesa per l'abbinamento e in quest' attesa gli aspiranti genitori non verranno lasciati soli, ma seguiti e informati e parteciperanno a vari incontri ed iniziative. Ricevuta finalmente la proposta di abbinamento, la coppia viene convocata per un colloquio con i diversi operatori. Prenderà visione della documentazione riguardante il minore, delle notizie disponibili e di un'eventuale foto. Tutta la documentazione verrà consegnata solo dopo l'accettazione scritta dell'abbinamento. Dopo di che, la coppia verrà accompagnata nella richiesta e nella produzione dei documenti da inviare in RDC. Verrà data la possibilità di mettersi in contatto con la tutrice e con il minore, per avere un primo approccio con il bambino, che verrà gradualmente preparato all'idea di avere dei genitori che lo amano e che si prenderanno cura di lui; in tal modo si inizierà ad instaurare (nonostante la distanza) un rapporto affettivo e di familiarità. La coppia viene sempre informata sullo stato della procedura in Congo con colloqui e contatti frequenti. Quando il processo di adozione è completato, ricevuta l'autorizzazione alla partenza dalla Commissione per le Adozioni, la coppia viene convocata per la presentazione dei documenti di rito, per consigli sul viaggio, sulle possibilità di residenza, sulla permanenza,; nel contempo viene rassicurata sul sostegno che riceverà in RDC dai volontari e dalle Suore Stimmatine, che si offriranno gratuitamente per accompagnarla e fare da interpreti. Se accettata dalla coppia, per una maggiore sicurezza (date le difficoltà del Paese) viene anche offerta assistenza logistica presso un appartamento nella Comunità delle Suore Stimmatine o presso altri istituti religiosi. Fino alle ultime adozioni, la coppia si tratteneva in Congo una ventina di giorni (a volte anche di più) per espletare le formalità richieste ed ottenere il permesso di uscita del minore dal Paese. Si è stabilito che la coppia debba recarsi lì dove risiede il bambino, spesso affrontando un lungo viaggio. I genitori si fermano per qualche giorno nell'istituto che ospita il minore e così, senza traumi, inizia la convivenza. In tal modo i genitori hanno la possibilità di conoscere le persone che si son prese cura del figlio, possono sapere ulteriori notizie su di lui, sul suo carattere, sulle sue abitudini, sulle sue preferenze, sulle sue difficoltà, conoscere eventuali problemi. Nel contempo, hanno la possibilità di documentare... luoghi e persone con foto e video perché il figlio, in futuro, possa ricostruire almeno una parte della sua storia .. Al ritorno in Italia saranno accolti dagli operatori, saranno salutati da altre famiglie adottive e seguiranno altri colloqui. COSTI Fino alle passate adozioni i costi sono stati abbastanza contenuti, per il modus operandi dell'Ente conforme agli obiettivi che si è posto. La coppia non versa somma alcuna all'Ente né al conferimento dell'incarico, né prima. La prima tranche delle spese di adozione viene versata solo al momento dell'abbinamento. La seconda e ultima tranche viene versata al pronunciamento della sentenza di adozione. Il viaggio e la permanenza sono a carico della coppia, ma anche in questo caso si cerca di ridurre i costi. Per quanto riguarda il contributo al mantenimento del bambino, la coppia versa una piccola somma direttamente alla responsabile dell'Istituto che lo ospita, intervenendo economicamente in caso di emergenza sanitaria.. REPORT ADOZIONI Dato il blocco delle adozioni in RDC, negli ultimi tre anni i “Figli della Luce” non hanno effettuato alcuna adozione. Ci si auspica che a breve sia stabilita un'intesa fra il governo italiano e quello congolese per riprendere le adozioni in quel Paese, salvando la vita a tanti bambini e dando loro l'affetto e le cure di una famiglia.
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